Leo Junior, lezioni di samba

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“Certo che è un fuoriclasse questo Junior eh, guarda che bicipiti, che cosce che c’ha!”

Queste parole risuonarono nei cinema italiani nell’anno 1984; le parole non sono di un talent scout o di un tifoso, bensì di Lino Banfi, celebre attore comico che, in quel frangente, interpretò meravigliosamente il ruolo di Oronzo Canà nel film “L’allenatore nel pallone”.

Lo stesso anno Leovegildo Lins da Gama Júnior si apprestava a iniziare la sua prima stagione calcistica italiana con la gloriosa casacca granata del Torino. Quella calda estate portò, oltre a Leovegildo, numerosi stranieri interessanti nell’allora campionato più bello e competitivo del mondo, come Diego Armando Maradona(Napoli), Karl-Heinz Rumenigge(Inter), Socrates (Fiorentina), Graeme Souness (Sampdoria) e Glenn Stromberg (Atalanta). Júnior arrivò a Torino sponda granata con alle spalle più di 600 presenze con la casacca del Flamengo, una lunga militanza con la casacca verdeoro del Brasile e la voglia di misurarsi nella nostra Serie A. Chiese personalmente di non fare più il terzino e da lì in poi, date le sue doti tecniche smisurate, interpretò meravigliosamente il ruolo di regista del centrocampo. Ben presto si mise in luce, soprattutto con i calci piazzati, dimostrandosi un mago delle punizioni (aprì il suo campionato con una punizione magistrale con la Sampdoria per poi ripetersi con il Milan). Inoltre, dimostrò di saper servire i compagni con passaggi precisi e puntuali e Carlo Nesti lo definì il “catalizzatore della manovra granata”, l’uomo dai cui piedi partivano tutte le iniziative pericolose del Toro. La sua prima e fantastica stagione, alla quale risale questa figurina, si chiuse con un 2°posto alle spalle dell’Hellas Verona guidato da Osvaldo Bagnoli. Torino lo ama e lui ricambia l’affetto con il suo sorriso, la sua brasilianità, l’amore per la vita e, ovviamente, le sue giocate. Quella stagione 1984-1985 resterà memorabile e Junior porterà gioia, spensieratezza e giocate d’alta classe fino al 1987, quando si sposterà per due stagioni al Pescara di Galeone. Nel 1989 tornerà al Flamengo per chiudere la carriera, con un pezzo di cuore rimasto nella nostra penisola.

“Lanciamo” questo sito legato al collezionismo vintage perlopiù calcistico con Jùnior per un semplice motivo: lui, del “lancio”, ci ha fatto un marchio di fabbrica. A Rio, Torino e Pescara ricordano tutt’ora i suoi passaggi millimetrici, le punizioni, i calci d’angoli, i lanci per l’appunto a smarcare i compagni. Doveroso, dunque, partire con questo giocatore eclettico e con quest’uomo dal sorriso contagioso.

Grazie Leovegildo.