El Flaco- Eleganti si nasce

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"L'ho visto giocare in due occasioni e mi ha impressionato, ha qualcosa di speciale, ti sorprende sempre con le sue giocate e i suoi movimenti. E' il più creativo al mondo e io adoro questo tipo di giocatori. Nel calcio non si tratta solo di far gol". Parola di Monsieur Eric Cantona.

Così il transalpino ex stella del Manchester United ha parlato del nostro protagonista di oggi, Javier Pastore. Il trequartista argentino originario di Còrdoba ha da poco terminato la sua 7° stagione al Paris Saint-Germain e, compiuti 29 anni lo scorso 20 giugno, ha deciso di voltare pagina cedendo alla corte serrata della Roma, fresca della cessione di Radja Nainggolan all'Inter. L'ex Palermo è tra gli uomini del momento non solo per la trattativa appena conclusa, ma per essere parte della schiera dei grandi esclusi da Jorge Sampaoli, tecnico di un'Argentina mondiale a oggi decisamente incolore e irriconoscibile.

Non abbiamo la palla di vetro, ma l'eleganza e l'intelligenza del 27 ormai ex Psg avrebbe probabilmente fatto comodo a un'Albiceleste in cui Leo Messi si è trovato a predicare in un deserto inaspettato ad alcuni ma annunciato da altri.

Cantona non poteva sintetizzare meglio le doti di Javier. E' creativo, incarna alla perfezione caratteristiche rare nel calcio di oggi, in cui vengono sempre meno verticalizzazioni e in cui si è soffocati da una tattica esasperata. Pastore è l'immagine di un calcio unico, giocato a ritmi leggermente più lenti, in cui l'eleganza è di chi ci è nato. Il soprannome "El Flaco" gli calza a pennello. Flaco significa magro e il nuovo giocatore della Roma, slanciato e longilineo, abbina la sua eleganza a una leggerezza armoniosa, valorizzata da colpi quali l'uso continuo della suola, tecnica molto "argentina".  A Buenos Aires(in maglia Huracàn) e a Palermo è stato il cervello della squadra, il giocatore da cui tutti i palloni dovevano passare. Se visitate il capoluogo siciliano, inoltre, e chiedete di Javier, i tifosi rosanero  vi diranno che è nel loro cuore non solo per la sua tecnica e la sua bontà d'animo, ma anche per una partita, quella che lo stesso Pastore definisce come il match della sua vita: il derby contro il Catania del 2010. Una tripletta da sogno e giocate a ripetizione, un salto su Youtube io lo farei.



Dopo un'ultima ottima stagione a Palermo, condita da 11 goal, si è guadagnato Parigi.  All'ombra della Tour Eiffel si è tolto qualche soddisfazione e, già alla sua prima stagione nel 2011-2012 (alla quale risale la maglia da collezione nr.27 delle due foto), ha raggiunto la piena maturazione. 13 goal al suo primo campionato di Ligue1  e una visione di gioco affinata. in 7 anni collezionerà 19 trofei nazionali tra cui 5 campionati, l'amaro in bocca per le esperienze europee e un ruolo chiave nei vari scacchieri.  Ha pure avuto in dote la 10 del Paris, ma, dato il suo animo gentile, l'ha presto ceduta a Zlatan Ibrahimovic.

Un rapporto travagliato con Unai Emery ce lo riporta in Serie A dopo 259 presene e 45 goal nella capitale francese. Si spera di poter tornare a stropicciarsi gli occhi davanti al "Tango" elegante di Javier Matìas Pastore.

Bentornato Flaco.