Non dimenticarmi-Adnan Januzaj

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Poco più che maggiorenne e la 11 di Ryan Giggs tra le mani.

Siamo nell'estate del 2014 e Adnan Januzaj, il nostro protagonista di oggi, ha il mondo ai suoi piedi. Il ragazzo nato a Bruxelles ma di origini albanesi-kosovare ha da poco terminato la sua prima stagione in casacca Manchester United con uno score di 27 presenze e 4 reti, non male per un diciannovenne alla prima esperienza in Premier. In quel momento l'allenatore pro tempore dei Red devils, in attesa dell'arrivo di Louis Van Gaal, è il gallese Ryan Giggs, leggenda del club. L'ex-ala dello United spiazza tutti. Notate fin da subito le doti del talentuoso centrocampista decide, di sua spontanea volontà, di lasciargli la sua pesante casacca nr°11, proprio quella che mostriamo oggi in foto.( Man Utd home, 2014-2015, Nike)




Il ragazzo non può credere ai suoi occhi e nell'incoscienza dell'età forse non sente, inizialmente, il peso di quella maglia. L'estate del 2014 pare proprio la svolta per il giovane voluto fortemente da Sir Alex Ferguson per le giovanili. Non solo ha un estimatore nel neo manager Van Gaal; si guadagna soprattutto e inaspettatamente la chiamata del Belgio allenato da Marc Wilmots per i Mondiali di Brasile 2014. Januzaj, nonostante percepisca le sue radici, non cede infatti alla corte di Albania e della neo-nazionale del Kosovo, scegliendo i diavoli rossi. L'esordio da titolare lo fa proprio in Brasile, nella gara vinta per 1-0 contro la Corea del Sud e a soli 19 anni.

L'estate del 2014 diventa il marchio dell'ex stellina delle giovanili di Anderlecht e United. Adnan, da trequartista o ala, sembra avere davvero qualcosa di speciale. Estremamente tecnico, tratta il pallone con i guanti proponendo un calcio sì moderno, ma con sfaccettature di chi, da piccolo, ha giocato per strada.

Quel che è successo dopo quella calda estate è un grande punto di domanda ma anche il frutto delle pressioni che i giovani francobollati come crack del calcio mondiale sentono. Adnan, nonostante le grandi doti tecniche, si intristisce e gioca con il freno a mano tirato già dalla stagione successiva. Ha una classe cristallina, ma sembra bloccato. Due esperienze al Borussia Dortmund prima e al Sunderland poi( con tanto di retrocessione del club) lo limitano, evidenziando anche le sue fragilità, comprensibili in un ragazzo in quel momento poco più che ventenne. Molti si dimenticano del belga; non la Real Sociedad che investe su di lui nell'estate del 2017. La Liga diventa ben presto il prato di casa sua, diventa le strade di Bruxelles. Il calcio spensierato spagnolo è ora il suo terreno di conquista e chiude quest'ultima stagione 2017-2018 da uomo assist e con grandi prestazioni anche in Europa League.

Oggi Adnan è diventato uomo e, ritrovato il sorriso, sta ora disputando il suo secondo Mondiale in Russia. Il suo nome nei 23 di Martinez risuona come un "non dimenticarmi".