Raphaël, il gigante buono

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Stacco imperioso, tempismo perfetto e sfera colpita con forza mandata sul palo lontano. Così Raphaël Varane ha aperto le danze in Uruguay-Francia di qualche giorno fa, gara crocevia che ha lanciato i galletti verso le semifinali mondiali. Il colpo di testa del centrale originario di Lilla è stato poi messo al sicuro dal raddoppio del "petit diable" Antoine Griezmann, con un ringraziamento speciale a un Fernando Muslera confuso e infelice.

Con questo incipit "mondiale" ci allacciamo al nostro protagonista di oggi, il centrale difensivo del Real Madrid Raphaël Varane.

Originario della Martinica, il massiccio difensore ( 1,91 x 82 kg) muove i primi passi a Lens, nella storica squadra transalpina della città vicina al Passo di Calais. Raphaël esordisce in Ligue 1 nel 2010 ancora minorenne, in una stagione infelice per la sua compagine che scivola in Ligue 2 a fine campionato. Nonostante ciò Lens sorride per la nascita della sua stella, Raphaël il gigante buono dalla Martinica. Varane è infatti protagonista di una stagione coi fiocchi, condita anche da 2 goal a soli 17 anni. Il giovane nato a Lilla mostra subito le sue principali doti: un fisico possente, una grande capacità nel colpo di testa e una tecnica da regista di centrocampo più che da difensore. Quest'ultima qualità lo etichetta come il nuovo Laurent Blanc.

Inutile dire che nell'estate del 2011 i maggiori club francesi si muovano per assicurarsi le prestazioni del gigante buono, chiamato così per la sua bontà d'animo che trapela dal suo fisico e per quel sorriso costante di chi vive i suoi 18 anni. Il Lens sa di dover fare i conti con la retrocessione e mette dunque in vetrina il suo gioiello. Quello che accade, però, lascia tutti a bocca aperta.

Un certo José Mourinho ha da poco terminato la sua prima stagione alla guida del Real Madrid e prepara la sua lista dei desideri ,da consegnare al presidente Florentino Perez, in vista del mercato. Alla voce difensori scrive in stampatello "Raphaël Varane". Il centrale diciottenne del Lens, tra lo stupore generale degli addetti ai lavori francesi e non, passa al Real Madrid per 10 milioni di euro.

Dalla tranquillità del Passo di Calais, Raphaël si trova catapultato nella caotica e calda Madrid. Il ragazzo ha però dalla sua la testa sulle spalle, il sorriso contagioso, l'animo candido e si guadagna fin da subito l'affetto della piazza madridista, rinomata per il suo essere storicamente pretenziosa. Mourinho, inizialmente, lo utilizza con il contagocce per la paura di bruciare un giovane talento che, chiamato in causa, continua però a mettere in mostra le sue doti anche con la pesante casacca delle Merengues. Il tecnico portoghese lascia i Blancos nel 2013 con il merito di aver lanciato e protetto dalle pressioni Raphaël. Il gigante della Martinica, lo stesso anno, esordisce diciannovenne con la nazionale francese.

Arrivato Carlo Ancelotti sulla panchina dei Blancos, la stagione 2013-2014 si rivela quella della svolta per Raphaël. Gioca con regolarità (soprattutto in Champions) e i tifosi del Real lo soprannominano "Don Lindo"per i suoi interventi difensivi puliti ma, soprattutto, per la sua correttezza, la stessa dei tempi di Lens. La svolta definitiva arriva con la vittoria della Champions League che mancava a Madrid da 12 anni, un'eternità. E' il primo grande trofeo per Varane, il quale gioca l'intera finale di Lisbona vinta per 4-1 sull'Atletico Madrid del Cholo Simeone, in un derby da brividi. La maglia Adidas in foto, edizione Champions League, risale proprio a questa prima grande "temporada" di Raphaël. La vittoria europea è il coronamento di uno dei sogni del Varane bambino ed è solo la prima di una lunga serie.



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Oggi può vantare, a soli 25 anni, 2 Liga, 1 Coppa di Spagna, 2 Supercoppe di Spagna, ma, soprattutto, 4 Champions League (3 di fila, ormai un'abitudine), 3 Supercoppe UEFA e 3 Mondiali per Club.



Raphaël alza al cielo la sua prima Champions

Raphaël è ormai un campione affermato nonchè il giovane vice-capitano della nazionale transalpina, compagine che stasera si giocherà l'accesso a una finale mondiale. Il gigante buono sa che questo, di sogno, è particolarmente difficile ma il suo essere "Lindo" e allo stesso tempo determinato gli farà affrontare questa sfida con il sorriso e la spensieratezza dei tempi di Lens.